Ciucci-Style, l’uomo del Ponte (+ Pizzino n.2)

A ponte sullo stretto

L’Ingegno Italico ha primeggiato ancora una volta. Oggi, mercoledì 10 luglio 2015, tutti gli Italiani, di cielo, di terra e di mare, possono dirsi fieri di trovarsi “A Ponte sullo Stretto” e per questa l47esima inaugurazione siamo certi che la pietra riuscirà finalmente a mettersi in posa. Per fare Grandi Opere ci vogliono Grandi Tasse e ora come allora noi ci giochiamo tutto sul prestigio. Esattamente 10 anni fa Vi invitammo a destinare l’otto per mille a questo nuovo tabernacolo: oggi la vostra Grande Fede vi ha premiato. Al primo rullare delle betoniere anche gli Oppositori più incalliti smettevano di remare contro: saldi come piloni e cementificati dalla fede, si immolavano alla causa facendoci risparmiare financo sui materiali. E se dovesse crollare lo daremo in subaffitto agli abitanti di Atlantide. Il popolo va preso per il popo’…(applausi)

Patrocinato dall’Associazione Temporanea di Imprese

Pila. e. Ponte. (Pilastrati per il Ponte)

da “Pizzino”, n.2, giugno 2005

volta2

P.s.: Complimenti vivissimi a Pietro Ciucci, futuro ex direttore dell’Anas. Ce l’ha fatta a passare alla storia come “l’Uomo del Ponte”. No, non proprio il ponte sullo Stretto, che ha promosso per 12 anni (2002-2013) come Amministratore delegato della costosissima “Società Stretto di Messina”, ma piuttosto per i crolli del ponte “Scorciavacche” sulla Palermo-Agrigento a poco più di una settimana dall’inaugurazione o del recente cedimento di un pilone del ponte “Himera” sull’autostrada Palermo-Catania.

Quest’ultimo crollo ha praticamente spaccato la Sicilia a metà, facendo scoprire ai turisti e ai pendolari le forti emozioni delle dissestatissime strade delle Madonie. Eppure il nostro eroe Ciucci, appena cinque anni fa, nel febbraio 2010, mentre presentava il grandioso progetto del Ponte sullo Stretto al Palacultura di Messina, alla presenza dell’allora ministro alle Infrastrutture Altero Matteoli (altro campione delle Grandi Opere, attualmente indagato per corruzione in merito all’appalto del Mose di Venezia), faceva il simpatico con la stampa ridicolizzando in qualche modo le proteste dei manifestanti No Ponte, dicendo: “non conoscono come si fanno le opere, non tutti possono fare gli ingegneri o gli esperti di monitoraggio ambientale.” E già, proprio vero, aggiungerei che “non tutti possono fare i direttori dell’Anas o i ministri delle Infrastrutture”. Sarebbe proprio bello conoscere “come si fanno le opere”. Dal suo punto di vista, naturalmente. L’Uomo del Ponte ha detto…….crack.

Gianpiero Caldarella

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