Frammenti di un discorso antimafioso (U)

Uccidere: effetto collaterale dell’estate ben raccontato dal ministro Angelino Alfano che alla fine del 2011 firma il suo primo capolavoro letterario: “La mafia uccide d’estate”, edito da Mondadori. E tutti lì a chiedersi quando sarebbe uscito il seguito: “La mafia uccide d’inverno”, o se “La mafia uccide in autunno” sarebbe uscito prima o dopo de “La mafia uccide a primavera”. Insomma, il Paese era nel caos e non sapeva se doveva aspettarsi una nuova saga letteraria, tipo “Il Signore degli Anelli” o se la fatica intellettuale del ministro poteva considerarsi conclusa dopo la vittoria alla sagra del libro di Carrapipi.

copertina_libro_angelino_alfano

Per fortuna, esattamente due anni dopo, il conduttore televisivo Pierfrancesco Diliberto, in arte Pif, mette un punto fermo sulla questione firmando il suo primo capolavoro cinematografico: “La mafia uccide solo d’estate”. Solo d’estate! È chiaro? In un colpo solo vengono stroncate le ambizioni letterarie del ministro e soddisfatte le curiosità morbose degli italiani. Chi ha voglia di ripercorrere tutte le quattro stagioni è costretto a rifugiarsi nell’ascolto del solito Vivaldi. E così il libro di Alfano rimase semisconosciuto…

Ufficiale: forma di verità biodegradabile. La verità ufficiale, quando è applicata a processi di ricostruzione storica dei fatti di mafia è spesso soggetta ad essere degradata a verità sottufficiale, cioè con molti punti oscuri o incongruenze e infine a verità congedata con disonore….

Uomini, ominicchi e quaquaraquà: scala gerarchica all’interno dell’organizzazione mafiosa, traducibile in: “boss (uomini di panza), burocrati (uomini di carta) e politici (uomini a parole)”. Solitamente i primi pagano e incassano, i secondi fatturano e gli ultimi si arricchiscono. Il passaggio dalla panza alla carta alla parola evidenzia il processo di liquefazione in atto all’interno dell’organizzazione mafiosa. Anche la mafia vorrebbe proporsi come un’organizzazione liquida, capace di inabissarsi e scomparire, ricalcando per certi versi l’idea di “partito liquido” suggerita da Walter Veltroni qualche anno fa. Niente più circoli o cupole, tessere o santini inzuppati nel sangue durante i giuramenti…

Gianpiero Caldarella

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