La buona scuola, la bella politica, il grande magna-magna

La riforma della scuola è importante. Ha radici lontane. Prima della ministra Giannini, è stato il tempo della “riformatrice” Moratti e prima ancora ci ha provato Berlinguer. La direzione è tracciata da tempo. Basta vedere cosa è successo nel settore sanità negli ultimi quindici anni per capire cosa diventerà la scuola. Strapotere ai dirigenti (di nomina politica, ma forse un giorno arriveremo a questo eccellente risultato anche nelle scuole) e costi fuori controllo, sanità privata accreditata e iperforaggiata, tariffari pazzi, clientelismo e corruzione. Insomma, business e discrezionalità. Il mondo della sanità porta voti, questo non è un mistero. Il mondo della scuola invece porta pensiero critico e spesso li sottrae i voti. Ecco spiegato forse il motivo di tanto accanimento nel “riformare”. Come se la scuola fosse un riformatorio continuo. Il punto è che la centrifuga riformatrice non cambia solo la forma, ma intacca gravemente la sostanza. E la sostanza è la qualità degli insegnamenti che vengono trasmessi ai ragazzi. Effetto collaterale non calcolato? Sarebbe bello rispondere ingenuamente di sì. Al contrario temo che sia funzionale ad una società due punto zero che questa Repubblica cerca di scimmiottare.

Foto Roberto Monaldo / LaPresse

Foto Roberto Monaldo / LaPresse

Per chiudere, vorrei postare un editoriale pubblicato ben 10 anni fa, nell’ottobre 2005, sul mensile di satira Pizzino, dove un boss della mafia spiegava dal suo punto di vista perché la riforma della scuola era cosa buona e giusta. Un testo ancora attuale? Giudicate da soli:

“Voscienza ‘bbenedica, Vuatri e Nuatri per questa mesata parleremo di un affare veramente istruttivo: il futuro dei nostri picciottelli. Se non li vogliamo fare crescere rammolliti, la scuola ce la dobbiamo fare Nuatri.

C’è bisogno di esempi masculi, di cose che valgono: la famigghia, l’onore, il coraggio, u signuruzzu, il rispetto, i Nostri valori, insomma. Al più presto, con il Vostro permesso, apriremo nuove scuole, ma più importanti di quelle paritarie, Nuatri le faremo maggioritarie. Ci pensiamo Nuatri ai programmi, agli orari, alle promozioni, ai professori da affiliare, ai pizzini di testo. Già sappiamo cosa fare: per un cornuto, un cornuto e mezzo! Abbiamo fatto esperienza nel settore della sanità, con le cliniche private. Ci siamo intesi…Là abbiamo curato i piccoli problemi della famiglia e i latitanti con i soldi della mutua, qua invece dovremmo istruire i maffiosi di domani, avvocati o sicari che siano. Si tratta di un investimento a lungo termine. ‘A munita c’è!. Qui fa scuola lo zio Bernardo, che si è fatto rimborsare pure i soldi per l’intervento alla prostata. Che fa, ci ha sputato lui su quei soldi? E poi, ogni fegatello di mosca è sostanza. Ci vogliono pure libri nuovi, riformati, dove si onorano i grandi uomini dell’Organizzazione che hanno fatto grasso questo paese. Come si fa a conoscere Garibaldi e non sapere niente di Lucky Luciano? Neanche un mezzo busto ci hanno dedicato. Pare che l’Italia l’hanno fatta i puffi. Ma vossia ci crede ai puffi?

Gianpiero Caldarella

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