L’impresentabile commissione Antimafia

Nella lista degli “impresentabili” (solo 16 in tutta Italia, ma come siamo diventati bravi) alle prossime elezioni compare il nome dell’ex sindaco di Salerno Vincenzo De Luca, candidato governatore della Regione Campania, e si scatena il finimondo.

La Commissione Antimafia sta vivendo uno dei momenti meno cool della sua storia, la poltrona della presidente Rosi Bindi traballa, dato che è attaccata da alcuni membri della commissione che la accusano di aver fatto tutto da sola e soprattutto dal premier Renzi che la silura dicendo che “si utilizza la vicenda dell’Antimafia per regolare dei conti all’interno del Partito democratico”. Come se fosse una semplice questione di correnti, che nel Pd non sono mai mancate e che da quando si è maggiormente democristianizzato sono aumentate considerevolmente. A dire la verità, trattandosi di vicende di “antimafia” bisognerebbe usare le parole giuste. Non sarebbe più corretto chiamarle “cosche”, anziché “correnti”?

Gianpiero Caldarella

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