Il processo della Farfalla e il diritto al piacere

Dopo un processo ci si aspetterebbe una sentenza, ma “Il processo della Farfalla” messo in scena da Matilde Politi ai Cantieri culturali della Zisa il 7 febbraio è qualcosa di più della rappresentazione di un fatto e delle sue conseguenze. È un processo in continuo divenire, non una destinazione quella che si racconta, una sorta di rivoluzione permanente dell’umanità che cerca da un lato di rivendicare il diritto al piacere (e non solo la ricerca, si badi bene) e dall’altro di soffocarlo in ogni modo. La farfalla muore ogni giorno ma il suo battito d’ali continua a muovere l’aria anche quando un’altra farfalla ha già preso il suo posto. Un diritto al piacere che è qualcosa di più del diritto alla felicità sancito nella Costituzione degli Stati Uniti d’America, qualcosa di meno cerebrale e codificabile, qualcosa che passa attraverso il corpo.

IMG_6543Fortissimo il richiamo alla sessualità durante lo spettacolo, che se da un lato è fonte di liberazione, dall’altro diventa l’oggetto verso cui puntare il dito per cercare di condannare la “blasfemia” della farfalla. Il giudice e il pubblico ministero si agitano per questo, a loro spetta il compito di rappresentare la gravità della legge e della morale. Alle farfalle, invece, con le loro ali, con i loro abiti seducenti e colorati, con le loro danze sinuose spetta invece il compito di rappresentare la gioia, anche quando è legata a pratiche e desideri considerati ancora un tabù. Sessualità e piacere, ma anche malattia, migrazione e conflitto sociale. Sono tanti i fiori su cui si posa la farfalla, ma sempre con leggerezza, grazie alle belle musiche suonate dal vivo, ai canti, alle danze, ai movimenti, alle voci di una “compagnia bella” creata apposta per questo spettacolo, grazie ad un laboratorio durato diversi mesi e condotto da Matilde Politi. É un messaggio importante e diretto quello che arriva dal processo della farfalla.La prima è stata un successo di pubblico, praticamente non c’erano più posti. Altre due repliche sono previste il 14 e il 21 febbraio alle 18.30 alla sala Perriera dei Cantieri culturali alla Zisa.  Al pubblico, cioè a voi, spetterà ancora una volta il giudizio sulla farfalla. Assolta o colpevole? Per quello che mi riguarda la sentenza sarebbe: “assolta per aver commesso il fatto”.

Gianpiero Caldarella

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