Il futuro di Gal Hassin

Il Parco Astronomico delle Madonie si appresta ad essere gestito da una Fondazione. Quali i risultati già ottenuti, i finanziamenti, le partnership, gli attori coinvolti, le prospettive, i costi di gestione, le opportunità per il territorio e gli imprenditori? Ne parliamo con il sindaco di Isnello Giuseppe Mogavero.

Il Parco astronomico delle Madonie sembra riscuotere un buon successo. Quante persone hanno già visitato il planetario a un mese esatto dalla sua apertura?

Noi registriamo ogni fine settimana l’ingresso di circa 500 visitatori paganti per la proiezione nel planetario e la visita del parco del tempo. Con 5 euro offriamo due ore di visita con guida. Manterremo sicuramente questo prezzo basso per le scuole però è indubbio che aumenteremo qualcosa a partire dai prossimi mesi per quanto riguarda i gruppi e gli utenti della divulgazione perché offriremo ancora più servizi che hanno un costo di personale, di formazione, di utilizzo di strutture. Abbiamo prenotazioni per tutto il mese di ottobre e le scuole e i gruppi cominceranno a prenotare da novembre in poi secondo le indicazioni che noi abbiamo dato.

Ci sono scuole che hanno già prenotato?

Sì, alcune hanno già prenotato ed altre propongono delle visite nei mesi primaverili o nella prima parte dell’estate del prossimo anno.

Il Parco del tempo e il Planetario sullo sfondo

Il Parco del tempo e il Planetario sullo sfondo

Per consentire l’avvio delle attività del Parco astronomico l’Inaf (Istituto Nazionale di Astrofisica) ha ricevuto un finanziamento di 500mila euro dal Miur, cioé dal Ministero per la Ricerca. E’ corretto?

Benissimo, noi abbiamo ricevuto 500 mila euro dal FOE (Fondo Operativo Enti di ricerca) nel 2015 ma l’altro finanziamento per il 2016 è stato già decretato, quindi fidiamo su una contribuzione di un milione di euro e penso che entreremo a regime stabilmente nei finanziamenti del Miur. Quindi 500mila euro l’anno. Tutto transitò come Inaf perché il Comune non è un ente di ricerca. Per ora il tutto è intestato al Comune di Isnello e non alla Fondazione che stiamo per definire e che dovrebbe arrivare in Consiglio comunale tra 10 o 15 giorni (ndr: l’intervista è del 13 ottobre) per l’atto costitutivo e l’approvazione dello statuto. La Fondazione sarà poi titolata per poter accedere direttamente ai finanziamenti tramite i progetti che presenterà sia sulla didattica che sulla ricerca. Tieni conto che l’Inaf, l’Agenzia Spaziale Italiana e i grossi enti di ricerca entreranno in Fondazione come fondatori aderenti, già lo hanno anticipato.

Questi fondi dovrebbero essere sufficienti?

No, però io ritengo che se questo dovesse essere il trend, ampliando anche l’offerta che verrà potenziata a partire dal prossimo gennaio, con l’utilizzo dei telescopi per le osservazioni notturne, l’arredo del museo con l’utilizzo delle tecniche espositive più evolute e tutto il resto, credo che alla fine avremo un bilancio di almeno 750mila euro annui, tra contributi del Miur e bigliettazione. I primi 500 mila euro noi li abbiamo spalmati su due anni perché non avevamo certezza del contributo di quest’anno. Ora che lo abbiamo avuto, possiamo programmare per tempi più lunghi. In più va tenuto conto che in Fondazione faranno il loro ingresso dei soci che metteranno o servizi quantificabili o contribuzioni per servizi che vengono dati o per esempio l’intera sostenibilità energetica del tutto, tramite l’ingresso di Enel in fondazione. Se tutto va bene, nell’arco di due o tre anni potremo essere completamente autonomi dal punto di vista della sostenibilità dell’intera operazione.

Una parte dello spazio museale che sarà allestito nei prossimi mesi

Una parte dello spazio museale che sarà allestito nei prossimi mesi

Quindi si prevede l’ingresso di Enel in fondazione?

Si, siamo in trattativa con Enel, nel senso che noi affideremmo ad Enel una superficie utile per un impianto di fotovoltaico o per sperimentare il termodinamico o altre forme che l’Enel riterrà e di contro Enel dovrebbe garantirci il sostentamento energetico. Ecco questa cosa mi sembra importante: in Fondazione possono entrare come fondatori aderenti o sostenitori anche imprenditori che intravedono all’interno della stessa un proprio interesse o che vogliono sponsorizzare l’attività perché funzionale allo sviluppo complessivo del territorio. Al momento ogni settimana vengono in media due imprenditori da fuori.

A parte Enel, quali altri soggetti hanno dimostrato interesse?

Si pensa a Finmeccanica, per quella parte dedicata all’aerospaziale, si pensa a grossi operatori turistici, del tipo gestione Valtur, a Thales Alenia Space. Tutti questi colossi potrebbero intervenire a darci un mano. Per quanto riguarda gli imprenditori, io non ho mai sposato idee di contribuzioni una tantum perché non mi consentirebbe di programmare il futuro. Il ragionamento che si fa è che all’imprenditore bravo, che sa stare sul mercato, intelligente, si propone: c’è questa cosa, ci credi? Ti interessa? Avrai un utile? Se questo ragionamento ti convince ci sediamo e trattiamo, altrimenti amici come prima, ma il contributo non te lo chiedo perché oggi magari me lo dai, ma un domani no ed io devo contare su certezze di garanzie finanziarie per un programma di futuro.

Il sindaco di Isnello, Giuseppe Mogavero

Il sindaco di Isnello, Giuseppe Mogavero

In una recente intervista rilasciata al direttore de l’Obiettivo, lei parla di di rinascita economica “per l’intero comprensorio”. In che modo sarà coinvolto nella gestione della Fondazione che dovrebbe gestire la struttura?

Per me non è per niente una certezza, è una speranza, quindi rimane una scommessa, perché fino ad oggi abbiamo registrato dei timidi aneliti di interesse rispetto a questa struttura. Io ritengo che sia una grossa opportunità nel senso che stiamo puntando per l’intero comprensorio sulla cultura. Il parco astronomico è una grossa operazione soprattutto culturale. La presenza di chi viene qua ci dice che c’è un grande e forte bisogno di cultura. Io penso che la politica che ascolta debba indirizzare scelte in questa direzione, quella che invece si espone e si propone senza ascoltare non è la politica che a me piace.

Qual è la dotazione che il Comune di Isnello, in termini di strutture o di fondi, traghetterà verso la Fondazione?

Sicuramente le strutture e quanto connesso al Parco astronomico, ad esempio il marchio e tutto quanto connesso al logo, la convenzione con l’Inaf per l’utilizzo delle risorse finanziarie ricevute dal Miur, e una quota di 50mila euro del finanziamento Miur che attualmente utilizziamo per dare un fondo iniziale alla fondazione. Tenga conto che nel proseguio la Fondazione dovrebbe diventare una onlus, con notevoli facilitazioni dal punto di vista di gestione amministrativa economica e fiscale.

Al di là dei finanziamenti ricevuti, sono stati accesi dei mutui?

No, nessun mutuo.

Il Camping di località Mongerrati, a metà strada tra Isnello e Collesano, è una delle strutture destinate “a servizio del Parco Astronomico delle Madonie”. É stato recuperato dal Comune di Isnello grazie ai fondi europei e a un costo di oltre un milione e 700mila euro. Come mai non è stato ancora pubblicato il bando per l’assegnazione?

Il bando era pronto fino ad un mese addietro, ma la normativa sugli affidamenti è stata modificata di recente. Io penso che andrà in Consiglio comunale assieme allo statuto della Fondazione fra circa 15 giorni. Ancora non sappiamo se l’approvazione del bando è di competenza del consiglio o della giunta, lo stiamo verificando però è stato riadeguato alla nuova normativa. Probabilmente sarà una gara europea perché l’importo supera una certa cifra.

Il "camping" di localita Mongerrati (Isnello)

Il “camping” di localita Mongerrati (Isnello)

Abbiamo potuto vedere una bozza dello statuto della Fondazione, quindi niente di definitivo, ma solo una bozza che è in mano ad alcuni consiglieri. Nonostante la provvisorietà del documento, ci lascia perplessi il fatto che a un certo punto (art.9) si parla del fatto che il Consiglio di Amministrazione (CdA) “determina il contributo annuo a carico del Fondatore promotore, dei Fondatori e dei Sostenitori”. Tra questi soggetti, va detto che il Fondatore Promotore, cioè il comune di Isnello, è l’unico che non può recedere dalla Fondazione. In caso di gestione non illuminata della Fondazione, non c’è il rischio che questo si trasformi in una sorta d’ipoteca per il Comune?

Al comune di Isnello non si chiederanno soldi, piuttosto si potranno chiedere dei servizi quantificabili, ma non sicuramente soldi. Intanto la Fondazione ha un suo patrimonio e su quel patrimonio dovrà rispondere e non su quello di altri. Il Comune di Isnello non potrà recedere perché è il fondatore promotore anzi è quello che dà più costituenti nel CdA, quindi ha più peso. Allora perché la Fondazione? Perché il comune di Isnello non può gestire questa struttura in quanto vincolato da leggi di stabilità, non può fare concorsi o altro. La Fondazione invece è più agevole come forma. Poi, per esempio prendiamo il caso dell’Agenzia Spaziale che vorrebbe collocare sul monte Mufara il telescopio Fly-eye da 18 metri e per questo hanno attivato un tavolo tecnico e penso che a breve decideranno. Noi abbiamo spianato le condizioni di compatibilità ambientale e territoriale in un incontro all’assessorato Territorio e Ambiente. L’Agenzia spaziale italiana ha tempi di programmazione lunghi di decenni, in più si rapporta con le fondazioni o gli enti di ricerca ma con i comuni no. Il Comune si fa carico per ora di garantire la pulizia e il personale tecnico e amministrativo per il conteggio, i bilanci. Sono servizi che devono essere contabilizzati, cioè il comune mette quel servizio che ha un determinato corrispettivo economico. Ciò varrà anche per altri enti come Inaf e Asi che non danno contribuzione in denaro. Del resto non ne hanno, ma mettono facilities, know-how, servizi che andranno quantificati economicamente. Ad oggi i componenti del CdA della Fondazione saranno 5 più il presidente, di cui tre nominati dal Consiglio comunale di Isnello e due dai fondatori aderenti.

Non c’è il rischio che questo tipo di composizione del Cda sia un po’ sbilanciato nel senso che il fondatore aderente alla fine, in quanto minoranza, non incide sulle scelte che poi fa il cda?

Ma certo, perché in rapporto all’intero valore della struttura e del progetto, io non penso che ci sarà un fondatore aderente che mette di colpo più di 13 milioni di euro. Il grosso lo mette il Comune di Isnello e per questo dovrebbe contare di più. Inoltre le istituzioni scientifiche saranno presenti anche in comitato scientifico.

Esiste una previsione di spesa, anche di massima, sui costi di gestione della fondazione per i compensi relativi alle cariche previste dallo statuto, cioè CdA, comitato scientifico, revisore dei conti e varie?

Io ho sempre detto che il presidente dovrebbe avere un’indennità giusta che dovrebbe essere identica a quella del sindaco del Comune di Isnello meno un euro, quindi gli altri a seguire in basso, non in alto.

La cosa interessante è che tutte le riunioni o di CdA o di comitato scientifico -che si riunirà due o tre volte l’anno per dare il programma, stabilire i progetti da portare avanti- saranno fatte in videoconferenza, minimizzando così le spese di viaggi, trasferte, missioni. Ci sarà un segretario che certificherà la veridicità della seduta, quello che viene detto in videoconferenza. Vista la particolarità di questa Fondazione, non sarebbe altrimenti possibile da un punto di vista logistico e per sostenibilità dei costi riunire otto persone che generalmente si spostano nel mondo per ricerche scientifiche.

Uno degli orologi solari nel Parco del tempo

Uno degli orologi solari nel Parco del tempo

Rispetto alle questioni locali, invece, ad Isnello i suoi concittadini vorrebbero sentirsi un po’ più coinvolti in un circuito che permette alle persone che visitano il planetario di transitare per il paese.

Per quanto riguarda la ricettività è importante puntare sulla qualità, sul biologico, fare delle previsioni sui numeri. Io non posso dare copertura con delle convenzioni se non ho certezze sulla qualità che viene resa perché questo parco astronomico secondo noi deve viaggiare a livelli di qualità di eccellenza, gli altri giocoforza si devono adeguare se no rischiano di essere tagliati fuori. Facciamo un ragionamento più generale: io sono convinto che un sindaco debba presentare il suo progetto all’elettorato che magari va anche un po’ al di là di quello che è il sentire comune. Se la gente ci crede e lo vota, il sindaco lo deve realizzare, non deve fare grandi passi avanti altrimenti la gente non ha il tempo di condividere, seguire e partecipare e quando c’è la necessità deve fare anche il passo indietro, ma su questa operazione bisognava per forza fare i passi molto avanti. Io ho sempre detto pubblicamente che la vita del Parco astronomico non è fatta per il comune di Isnello, ma Isnello ha il vantaggio di avercelo in casa.

Intervista e foto di Gianpiero Caldarella

pubblicata sul quindicinale “L’Obiettivo”, n.18 (26 ottobre 2016)

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