Parco Astronomico delle Madonie: cieli blu e sangue blu

Il Principe” è ritornato. A Isnello, sede del Pam Gal Hassin, lo chiamano così Francesco Licata di Baucina, da decenni uomo di punta della burocrazia regionale, al comando di aziende ospedaliere, parchi regionali e negli ultimi quattro anni direttore generale di ARPA Sicilia, l’Agenzia per l’Ambiente.

E il consiglio comunale di Isnello, nella “storica” seduta del 28 ottobre 2016, oltre che approvare lo statuto e l’atto costitutivo della Fondazione che gestirà il Parco Astronomico da 13 milioni di euro inaugurato l’11 settembre scorso, ha anche nominato tre dei cinque consiglieri di amministrazione della Fondazione, tra cui, per l’appunto il “Principe”.

Francesco Licata di Baucina

Francesco Licata di Baucina

E a Francesco Licata di Baucina il sangue blu non manca davvero. Nel blasone familiare, oltre che il titolo di principe vi sta anche quello di conte di Isnello, antico paese delle Madonie dove il superburocrate ha fissato la sua residenza, nella maestosa fattoria di famiglia in località Mongerrate. Una fattoria con tanto di piscina e charme offerto agli ospiti paganti che pernottano in quel territorio ricco di bellezze naturalistiche, visitatori desiderosi di vedere gli alberi secolari, i cinghiali e perché no, anche il Parco astronomico.

Naturalmente in paese lui non si vede quasi mai. Nulla di strano per un uomo gravato da tanti impegni e responsabilità nella gestione di strutture complesse. Eppure a Isnello tutti lo conoscono, forse anche perché ricopriva il ruolo di segretario comunale alla fine degli anni ’80. Il sindaco era lo stesso di oggi, Giuseppe Mogavero, colui che più si è speso per realizzare il Parco Astronomico, tanto da essere stato recentemente insignito del premio “Pigna d’argento”.

Va detto che se Gal Hassin è una realtà lo si deve anche a Gianfranco Miccichè, che non ha certo bisogno di presentazioni. E Miccichè è stato più volte ringraziato pubblicamente per essersi -anche lui- speso, quando nel 2009 era sottosegretario con delega al Cipe, nel sostenere il progetto del Parco Astronomico che ricevette un finanziamento da 7,5 milioni di euro. Un uomo di centro-destra che sostiene il progetto di uno dei pochi sindaci di sinistra in Italia che nei primi anni 2000, era stato persino eletto col simbolo di rifondazione comunista. Quando si lavora con passione per il territorio, si diceva, non ci sono steccati ideologici che tengano.

E giù applausi e ringraziamenti per Micciché.

Magari anche Francesco Licata di Baucina si sarà congratulato con l’ex viceministro dato che non è un mistero che fra due corre da tempo buon sangue, tanto che in un articolo de La Repubblica del 10 maggio 2006 si parla “dell’investitura di Francesco Licata di Baucina, manager vicino a Gianfranco Micciché, nominato direttore generale dell’azienda ospedaliera Civico.”

(http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2006/05/10/nomine-il-record-di-cuffaro.html)

Naturalmente questo non vuol dire nulla, come sempre. Il comune cittadino non che può sentirsi soddisfatto nel rilevare che certi incarichi vengono spesso affidati in un clima di rispetto e di fiducia che il tempo non riesce a scalfire. Cameriere: champagne!

Resta il fatto che il “Principe”, nonostante il sangue blu, come direbbe Rino Gaetano, non è proprio un esperto di cieli blu. Rimane comunque un grande esperto di gestione amministrativa, data la sua lunga esperienza. Eppure quello che non si capisce è dove dovrebbe trovare il tempo per occuparsi della vita del Parco Astronomico, dato che l’impegno assunto come direttore dell’Arpa (con stipendio lordo da 200mila euro) lo dovrebbe assorbire totalmente. E già, le grane non sono poche occupando quella posizione, dove ci si dovrebbe occupare, tra le altre cose, del ciclo dei rifiuti, di inquinamento elettromagnetico e di tante altre emergenze che in Sicilia non sono mai state risolte, dato che in alcuni settori (riciclo rifiuti, depuratori, ecc) siamo il fanalino di coda in Italia. Basta leggere (per chi ha il tempo) il resoconto dell’audizione che il dott. Francesco Licata di Baucina ha tenuto il 26 marzo 2015 presso la “Commissione parlamentare d’inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti” per capire quante cose ci siano ancora da fare su quel versante prima di sedersi su altre poltrone. (http://parlamento17.camera.it/application/xmanager/projects/parlamento17/attachments/auditi_pdf/pdfs/000/000/149/Rif_M_20150326_013_Arpa.pdf)

Ma dato che l’Italia è terra di bamboccioni e di supereroi, per alleggerire un po’ il discorso, sarebbe bene aggiungere che il “Principe” negli ultimi due anni ha anche trovato il tempo di fare causa al Comune di Serradifalco, in provincia di Caltanissetta, rivendicando buona parte del suo territorio, in nome di antichi diritti feudali. A questo proposito, il quotidiano “La Stampa” di Torino, nel marzo 2014 titolava: «Il Paese è nostro, ora pagateci.” I principi contro il Comune». (http://www.lastampa.it/2014/03/05/italia/cronache/il-paese-nostro-ora-pagateci-i-principi-contro-il-comune-WSsEyO0VyNPjA4muNiY3WN/pagina.html)

La contesa giudiziaria è ancora in corso. Chissà che un domani anche il comune di Isnello non dovesse risvegliarsi contea.

Vignetta di Antonio Norato

Vignetta di Antonio Norato

Intanto c’è da augurare un buon lavoro ai nuovi consiglieri di amministrazione del Parco Astronomico Gal Hassin. I consiglieri comunali del piccolo paese madonita, dal canto loro, hanno chiuso la “storica” seduta che ha dato il battesimo alla Fondazione e l’investitura dei consiglieri di amministrazione in appena mezz’ora, senza nessuna discussione né voto contrario o astenuti. Un solo assente, tante alzate di mano in successione. Meglio di una seduta in palestra. Tutti contenti. Gli altri due consiglieri di amministrazione nominati sono l’astronomo dell’Inaf Mario Di Martino, attivo presso l’osservatorio astronomico di Torino, scienziato che ha seguito fin dall’inizio il percorso del Pam Gal Hassin e la direttrice dell’Osservatorio Astronomico di Palermo, Giuseppina Micela. Altri due consiglieri, per un totale di cinque, dovranno essere nominati dall’assemblea dei Fondatori aderenti.

Forse però i rappresentanti del popolo di Isnello non hanno riflettuto abbastanza sul fatto che se su tre dei consiglieri da loro nominati, non ce n’è uno che abbia un rapporto diretto con la comunità di Isnello. Questo significa che il cordone ombelicale è stato ormai reciso. Eppure oramai da anni, e soprattutto negli ultimi mesi, l’attività del personale amministrativo, le determine di spesa, la bacheca del comune, sono spessissimo impegnate nel sostenere questo gioiello nascente.

Quello che in tanti auspicano e che si vocifera è che il Presidente della Fondazione sarà il sindaco uscente (il nuovo sindaco sarà eletto a maggio 2017) Giuseppe Mogavero.

Staremo a vedere, sempre che non ci siano troppe nuvole ad offuscare le stelle.

Gianpiero Caldarella

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