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Una spremuta di acqua intelligente/2

Fin qui abbiamo parlato dell’iter burocratico per i contatori smart. 

A questo punto crediamo sia necessario iniziare a chiarire una cosa. Il vero regista di tutta quanta l’operazione non è l’Unione dei Comuni ma la Sosvima come ci conferma al telefono il presidente dell’Unione nonché sindaco di Petralia Soprana, Pietro Macaluso, intervistato telefonicamente il 22 marzo 2021: “L’Unione non ha competenza sulla gestione del servizio idrico. I comuni che siamo in regime di salvaguardia abbiamo sostanzialmente sottoscritto con Sosvima un supporto tecnico per poter continuare a mantenere la salvaguardia e in questa ottica si è proceduto per cercare di adeguare tutto, compreso i contatori nei singoli comuni per andare a sostituire quelli che non sono a norma e con la possibilità della lettura a distanza, cioè con un sistema -anche se fossero a norma gli attuali- moderno, che semplifica questo tipo di controllo. In questa ottica si ascrive questo accordo siglato dai singoli comuni, ma non dall’Unione, non vorrei appropriarmi di qualcosa che non mi compete. Semmai, se c’è un ente che ci accomuna in questa situazione è la Sosvima, che è l’ente di sviluppo territoriale competente nel territorio a cui noi abbiamo in qualche modo delegato il supporto tecnico.

Il sindaco di Petralia Soprana, nonchè Presidente dell’Unione dei Comuni Madonie, Pietro Macaluso

L’Unione è l’unico ente che ha la Centrale unica di committenza, nel territorio naturalmente, e siccome noi qui facciamo un ragionamento di sistema,-continua Macaluso– allora l’Unione sta tra virgolette prestando a titolo gratuito a questi comuni -che tra l’altro poi sono pure soci dell’Unione, quindi in qualche modo è fra virgolette un giro, come dire, fatto in famiglia-, sta prestando la disponibilità di celebrare la gara per l’acquisto dei contatori tramite la C.U.C..  L’Unione cioè sta entrando in questo sistema attraverso la possibilità di fare la gara.”

Qualche giorno dopo, anche l’amministratore unico della Sosvima, Alessandro Ficile, sentito al telefono, conferma questa versione, dichiarando che “questo non è un percorso che sta portando avanti l’Unione dei Comuni, l’Unione su questa procedura non ha messo becco, si limiterà, non l’Unione ma la CUC, la Centrale unica di committenza, a celebrare la gara secondo le indicazioni che noi abbiamo rassegnato, quindi l’Unione non è soggetto attivo.”

Per quanto riguarda la questione del supporto tecnico fornito da Sosvima per supportare i comuni nel percorso di riconoscimento del regime di salvaguardia ne parleremo in seguito. Al momento, limitiamoci ad affrontare la questione dei contatori intelligenti.

Una delle domande che i cittadini si erano posti è se i comuni saranno in grado di gestire questo tipo di infrastruttura, cioè una rete intelligente, vale a dire software e hardware e quindi non solo la telelettura, ma anche la segnalazione dei guasti, la gestione ordinaria o i possibili malfunzionamenti. Domanda che abbiamo “girato” al Presidente dell’Unione dei Comuni, Macaluso, che risponde anche e soprattutto in quanto sindaco di Petralia Soprana ed afferma: “Certamente, l’obbiettivo è quello di avere questa possibilità. Sostanzialmente noi ragioniamo anche nell’ottica di poterlo fare anche con un sistema associato. Ad esempio, mentre in questo momento il nostro Comune si gestisce dalla lettura alla bolletta, (ndr: ragioniamo sul) poterlo fare anche in maniera coordinata tra tutti noi, però naturalmente stiamo partendo ora quindi in questo senso ci muoveremo ma ancora non abbiamo fatto un iter che giustifica questo.”

Più o meno simile è la risposta che dà Alessandro Ficile di Sosvima: “È una discussione aperta, si potrebbe profilare anche un’ipotesi di gestione condivisa fra i comuni, ma è un ragionamento ancora aperto, prematuro”.

L’amministratore unico di Sosvima, Alessandro Ficile

E alla domanda se è ipotizzabile l’ingresso dei privati in questa fase di gestione dell’acqua 

“Sì, per quanto riguarda il servizio di bollettazione per capirci. Tenga conto -continua Ficile- che parecchi comuni ricorrono già ad operatori privati, esperti del settore che si occupano della tariffazione e della bollettazione, quindi il comune diciamo opera le letture e poi c’è un soggetto terzo che si occupa dell’emissione dei ruoli”.

Questo ci sembra un punto fondamentale. A fine marzo del 2021, quando manca meno di un mese dall’approvazione del progetto (22 aprile), non si è ancora definito un percorso chiaro su come i singoli comuni gestiranno l’infrastruttura di rete che consentirà di rendere pienamente operativi questi contatori intelligenti. Certo, nulla esclude che ci siano i tempi per poter assolvere in un secondo tempo questo compito, eppure la sensazione è che la scelta di “modernizzare” il servizio, in un’ottica di pianificazione lungimirante, avrebbe dovuto prevedere anzitempo come realizzare questo step. Anche perché, al di là dell’acquisto iniziale dei contatori, i costi di gestione, saranno sicuramente diversi a seconda che ogni comune faccia tutto da sé, oppure più comuni realizzino una forma di gestione condivisa, oppure decidano di affidarsi a un privato.

Per cercare di rendere l’idea, se un domani i comuni decidessero di servirsi solo di auto elettriche per espletare le loro funzioni di servizio, nessuno potrebbe negare che starebbero facendo una scelta che privilegia l’innovazione e l’ecologia, ma sarebbe lecito attendersi che abbiano previsto la disponibilità nel territorio delle colonnine di ricarica. 

Ma evidentemente se è stata fatta questa scelta ci saranno delle ottime ragioni. Ragion per cui chiediamo all’amministratore di Sosvima se era stata ipotizzata la scelta di sostituire i vecchi contatori con dei nuovi apparecchi ma di tipo tradizionale, meccanico e la risposta è che in una fase iniziale questa possibilità era stata presa in considerazione ma poi alla fine questa ipotesi è stata scartata e “gli amministratori hanno tutti deciso per i contatori intelligenti”.Posta così la questione, sembra che l’Unione dei comuni Madonie, una delle più grosse d’Italia con 17 comuni aderenti e un diciottesimo in arrivo, cioè Polizzi Generosa, il cui consiglio comunale ha richiesto l’adesione a fine marzo, sia un monolite, eppure sulla questione acqua le differenze sono tante. Noi sappiamo che sono 11 i comuni che hanno aderito all’accordo quadro. Non tutti fanno parte dell’Unione, come ad esempio Caltavuturo, Campofelice di Roccella, Scillato, Sclafani e Polizzi Generosa, pur essendo convenzionati solo per alcuni servizi con l’Unione dei Comuni “Madonie”. I restanti sei comuni fanno invece parte dell’Unione, cioè Castelbuono, Collesano, Geraci, Isnello, Petralia Soprana e Petralia Sottana. Ciò che accomuna questi 11 comuni è il fatto che tutti quanti sono soci di Sosvima ed hanno ottenuto il regime di salvaguardia che consentirà, ribadiamo, di continuare a gestire il servizio idrico. Altri sette comuni dell’Unione erano già soci dell’Amap S.p.A. e quindi esclusi in partenza da questo percorso. Stiamo parlando di Alimena, Aliminusa, Blufi, Bompietro, Caccamo, Montemaggiore Belsito e San Mauro Castelverde. E siamo a 13. L’unico comune dell’Unione a cui è stato rifiutato il regime di salvaguardia è Castellana Sicula. Ne mancano ancora tre. E cioè Gangi, Pollina e Gratteri. Questi tre comuni continueranno a gestire il servizio idrico in proprio ma non hanno aderito all’accordo quadro per la fornitura dei contatori intelligenti.

Gianpiero Caldarella con la collaborazione di Pino Di Gesaro

Segue: https://scomunicazione.wordpress.com/?p=585

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