Affetti collaterali

Voscienza ‘bbenedica, si mittissi comodo ‘nca ora ci dobbiamo infilare un discorso. Vossìa lo sapete megghio di Nuatri che chi canta vittoria senza sapiri quello che sta facendo è come un viddanu contento di dari zappunati ‘mmenzu u mari. È un babbasuni, non ha capito niente! Lo zio Bernardo è dentro, ma loro neanche sanno quello che stanno facendo. Vossìa l’avete vista mai una chiesa che chiude perché muore il prete? Cu campa di simboli ora si può riempire la bocca, ma non la panza, perché tutta questa storia è carta di giornali che prima poi si sputa, perché col tempo perde sapore.POSTER9

Megghio così, megghio far pensare che la Sicilia e l’Italia siano cambiate, megghio far pensare che sono gli uomini a creare le condizioni e non le condizioni a creare gli uomini. E finché ci sono certe condizioni, certi uomini non mancheranno mai. Quello che conta, e lo dice uno che si chiama Denaro, non è la moneta, ma “essere fedeli alla causa”. Ognuno come può. Pare che siamo moschettieri, che lavoriamo tutti per uno e uno per tutti. Invece funziona che sono in molti a lavorare per pochi, e mai per uno solo. Ora dicono che manca il capo. Pare una barzelletta! Ma che fa, nessuno se lo ricorda che anche alla Procura di Palermo manca il capo da più di due stagioni? Davanti al Palazzo di Giustizia che c’è scritto “chiuso per ferie”? E la Sicilia democratica della maggioranza costituita, che si indigna e si batte il petto, quando arriva il momento delle elezioni, con una mano scrive e con l’altra cerca picciuli ‘nta sacchetta. Pare che siamo al nord, che ci pigghia lo scrupolo di tapparsi il naso. Quello che fuori fa puzza, qua fa sciavuru… profumo di fedeltà. I cristiani non ci mancano. Come si dice da queste parti, si chiude una porta e si apre un portone. Per ora Bernardo è dentro, che mischino, si deve pure curare, ma tutto il suo stato maggiore è tornato in libertà nelle scorse settimane: dal Castello a Lipari… Sempre a norma di legge, per carità. Quello che dobbiamo fare adesso, è dare ragione a tutti, perché sappiamo che la ragione ce l’hanno le puttane. E che nessuno si azzardi di avere nostalgia dei pizzini, perché non ce ne sarà di bisogno. O vi siete scordati di come li facciamo entrare e uscire dal carcere? Entrare e uscire, perché nessuno parla da solo. Pure questa dei pizzini sta diventando una moda e i parlamentari, come sempre, sono i primi a prendersi le buone abitudini di casa nostra. Ora vi dobbiamo lasciare, ma ricordate che quando vi diranno: “Addio Pizzini”, potete sempre rispondere: “Avete ragione”. Baciamo le mani.

Gianpiero Caldarella

(pubblicato sul mensile “Pizzino”, n.9, maggio 2006)

Frammenti di un discorso antimafioso (Figli)

Figli: quelli dei mafiosi imbarazzano non poco, soprattutto se sono incensurati. Angelo Provenzano, figlio del boss Bernardo, si è tirato dietro un coro di critiche dell’antimafia (da Maria Falcone a Beppe Lumia) perché ha deciso di lavorare come “guida turistica”, raccontando la mafia agli americani che arrivano in Sicilia. Il rischio è quello che il suo punto di vista, condizionato dal dna di Bernardo, possa produrre effetti devastanti sulla labile psiche dei sessantenni statunitensi che lo stanno ad ascoltare. In effetti il lavoro di guida turistica è di una enorme responsabilità sociale, specie se tutto ad un tratto i riflettori della stampa nazionale trasformano il figlio di un’antistar in una star. C’è il rischio che adesso i turisti vengano da ogni parte del mondo e non solo dagli USA. Insomma, una vera tragedia per chi da anni cerca di pompare l’economia turistica isolana senza successo. La reputazione di un boss in galera tirerebbe di più che centinaia di milioni di euro spesi negli anni per campagne di comunicazioni istituzionali che hanno ottenuto solo modesti risultati. Qualcuno sta già cercando di ingaggiare il figlio segreto di Matteo Messina Denaro per fare da cicerone tra i tombaroli di Selinunte…

Angelo-Provenzano-a-Servizio-Pubblico

Gianpiero Caldarella