Rosso fisso

Le sveglie furono le prime a scomparire.

Per i primi tempi si continuarono ad usare quelle a carica manuale, perché le abitudini sono difficili da eliminare, anche se sono inutili. Poi furono portate in soffitta o riempite di pepe, rigorosamente verde. Nessuna macchina timbra cartellino era più funzionante nell’intero Paese. Del resto, per fare il suo lavoro, quella macchinetta doveva stare attaccata alla corrente e di energia elettrica non ce n’era più da quando era finito il petrolio.

Le giornate cominciavano col cinguettio degli pterodattilografi, lavoratori un tempo alienati ed oggi felici, che avevano trasformato le loro vecchie macchine da scrivere in morbidi carillon. Ogni tasto era una nota, e i migliori compositori lubrificavano i loro strumenti con erba di vento e piume di oca nomade. Però le oche, per quanto nomadi, non amavano frequentare i centri storici delle città, e anche l’erba di vento amava crescere nelle periferie. Pertanto le case migliori, le più ricercate, si trovavano a confine con la campagna. Lì gli pterodattilografi davano il meglio di sé.

Cominciare bene la giornata era una ricchezza, uno status symbol, più o meno come decenni prima lo erano i Suv o le telecamere HD. Intanto i Suv erano diventati delle colorate cabine doccia per bambini. I più blasonati ed ingombranti invece diventarono orinatoi pubblici per signora con serbatoio filtrante e marmitte in bambù che riversavano l’acqua sui gelsomini che intanto avevano preso il posto delle strisce pedonali. Anche le telecamere che stavano per le strade, davanti alle banche o ai negozi, non erano più riconoscibili. Erano diventate fioriere e grandi vasi per la vite americana, l’unico mito resistito all’abbandono della filosofia a stelle e strisce.IlMale_15.pdf

Al massimo si lavorava due o tre ore al giorno, non c’era più bisogno di produrre merci che non interessavano più nessuno.

Niente smartphone e social network, tanto ci si incontrava nei soliti posti e poi, se proprio serviva un aiuto, 400 mila allevatori di piccioni viaggiatori avevano sostituito quattro gestori di compagnie telefoniche. Continua a leggere

Er cecato e Occhionero

Se ritrovarono tutt’e due a Regina Coeli,

dopo aver ballato la danza dei sette veli

con la panza ricoperta di peli.

“Tu l’hai cojonati co’ mafia capitale

ma io so i cazzi di tutto lo stivale”

disse Occhionero al suo rivale.

“Qui semo ar gabbio e semo a Roma, coccobello,

qui so’ meglio io, altro che virus, usa er cervello”

rispose Er cecato senza fare bordello.occhineri

E così, dopo quella che pareva ‘na provocazione

i due si misero a cercare una soluzione,

che in fondo tutt’e due c’avevano ragione.

“Se ce scambiamo le notizie non è male

tiriamo in mezzo ar ministro e ar cardinale

e vediamo che succede in tribunale”.

L’occhio nero tutto furbo guardò l’occhio bendato,

e capirono che stavorta avevano svortato,

che messi insieme non ci poteva neanche un magistrato.

Che i segreti in Italia sono come le suole

pesti la merda e dici: “che profumo di viole”,

occhio non vede e cuore non duole.

Gianpiero Caldarella

Odiare la Costituzione

Dicono che il No bloccherà l’Italia.

Lo dicono dal governo, dalle agenzie di rating internazionali, dall’Europa, dalla Casa bianca.

Quello che so è che l’Italia è bloccata da una burocrazia intoccabile e magnaccia.

Quello che so è che l’Italia è bloccata da un familismo amorale e cannibale.

Quello che so è che l’Italia è bloccata da una criminalità organizzata e istituzionale.

Quello che so è che l’Italia è bloccata da evasori travestiti da benefattori e filantropi.

Quello che so è che l’Italia è bloccata da raccomandazioni che sviliscono il merito e l’intelligenza.

Quello che so è che l’Italia è bloccata da partiti dove le dinastie contano più delle idee.

Quello che so è che l’Italia è bloccata dallo sfruttamento dei lavoratori con il benestare di chi non fa i controlli.Microsoft Word - articolo.docx

Quello che so è che l’Italia è bloccata da chi ha trasformato i percorsi di chi chiede giustizia in un girone dantesco.

Quello che so è che l’Italia è bloccata da vecchi rifatti che non mollerebbero la poltrona neanche durante una scossa di terremoto.

Quello che so è che l’Italia è bloccata da giovani rottamatori che strizzano l’occhio a vecchie emerite carcasse.

Quello che so è che l’Italia è bloccata dalla mancanza di regole certe, che durino più di un sonno ristoratore.

Quello che so è che l’Italia non si sbloccherà se tutti quanti non remeremo nella stessa direzione.

Quello che so è (ri)scrivere la Costituzione non può essere un atto di prepotenza.

Quello che so è che se si è soli contro tutti si può anche vincere ma non si riuscirà a convincere nessuno che quella sarà la cosa giusta.

Quello che so è che un giorno potremmo persino odiare la Costituzione.

Gianpiero Caldarella

Abboccamenti ammericani

Madonna è restata a bocca asciutta.madonna

I sondaggisti sono con l’acqua alla gola e invidiano i metereologi.

Renzi alla Casa Bianca già brindava: “Stay sereno Obama, Hillary vincerà”.

Putin sta ancora cercando un regalo giusto. Lettone o ucraina?

Hollande ha finito lo champagne, ma aspetta una vagonata di tappi.

Merkel per amor di patria gli offrirebbe una bionda, ma è sgasata e senza (s)malto.

Salvini sbava come un panda ogm.

Hillary fa i gargarismi mentre Bill per consolarla gli racconta la storia di un certo Rutelli.

Trump raggiunge la terra promessa, ma non ha separato le acque come Mosè. Gli è bastato surfare sulle acque nere. Di merda ne avevano lasciata tanta.

Gianpiero Caldarella

Scomunicazione: 20 mila pagine sotto i mari

Cari lettori di Scomunicazione, mi sembrava fosse giunto il momento di dire che tipo di comunità sta creando questo sito. Ogni articolo scritto, ogni pagina su cui vi siete soffermati magari per caso surfando sopra i mari del web, ogni commento che avete lasciato, sta lentamente creando l’identità di questa casa virtuale. Il metodo dichiarato sin dall’inizio era quello della “decostruzione e della demolizione dell’ovvio”. Di ovvietà in giro se ne sentono fin troppe. Di trasparenza invece ce n’è poca.

Ma andiamo ai numeri di quest’anno. Nel 2016, in 10 mesi, dal 1° gennaio sino al 1° novembre, ho pubblicato 33 articoli, che hanno avuto 20039 letture da 16529 visitatori, praticamente ogni articolo è stato letto in medio da 607 persone, con punte da oltre 5mila lettori.scomunicazione_stat_2nov

I paesi di provenienza dei lettori sono 87. La parte del leone naturalmente la fa l’Italia, con 18527 pagine visitate, seguono gli “extracomunitari” del Regno Unito con 251, la Germania con 196, gli Stati Uniti con 181, la Francia con 132, la Svizzera con 121, il Belgio con 116 e poi tutti gli altri con meno di 100 visite. In fondo alla lista, ci sono paesi come il RAS di Macao, le isole Salamone, la Cambogia, Panama, il Qatar. In qualche modo ciò dimostra che gli italiani sono dappertutto.scomunicazione_paesi

Altra nota interessante per chi si occupa di numeri è che questo sito nel 2016 non ha prodotto un solo euro. La pubblicità che ogni tanto vedete in fondo alla pagina è inserita, gestita e pagata direttamente ai creatori della piattaforma wordpress che offre gratuitamente il servizio. Al contrario ad esempio di quanto succede per il sito www.scomunicazione.it (dove è conservato l’archivio di alcune delle più importanti riviste di satira realizzate in Italia negli ultimi 10 anni, come Pizzino ed Emme, archivio a disposizione gratuita per i lettori) per cui ogni anno paghiamo un costo che serve a rinnovare il dominio, ma anche lì niente pubblicità.

Quindi mi sembra doveroso chiudere con una pubblicità. Se mai ci fosse in ascolto un editore disposto ad ospitare (e a pagare, come si faceva una volta) un giornalista ed autore satirico, che si faccia avanti. Ho già pronta una rubrica: “Il minorato politico”, che poi sarebbe il sottoscritto, consapevole di essere minoranza, ma anche consapevole del fatto che certe cose in Italia, per raccontarle ed essere capiti, bisogna narrarle in modo molto semplice, e magari suscitare un sorriso. O una pernacchia per il tanto sbandierato maggioritario.

Gianpiero Caldarella

Parco Astronomico delle Madonie: cieli blu e sangue blu

Il Principe” è ritornato. A Isnello, sede del Pam Gal Hassin, lo chiamano così Francesco Licata di Baucina, da decenni uomo di punta della burocrazia regionale, al comando di aziende ospedaliere, parchi regionali e negli ultimi quattro anni direttore generale di ARPA Sicilia, l’Agenzia per l’Ambiente.

E il consiglio comunale di Isnello, nella “storica” seduta del 28 ottobre 2016, oltre che approvare lo statuto e l’atto costitutivo della Fondazione che gestirà il Parco Astronomico da 13 milioni di euro inaugurato l’11 settembre scorso, ha anche nominato tre dei cinque consiglieri di amministrazione della Fondazione, tra cui, per l’appunto il “Principe”.

Francesco Licata di Baucina

Francesco Licata di Baucina

E a Francesco Licata di Baucina il sangue blu non manca davvero. Nel blasone familiare, oltre che il titolo di principe vi sta anche quello di conte di Isnello, antico paese delle Madonie dove il superburocrate ha fissato la sua residenza, nella maestosa fattoria di famiglia in località Mongerrate. Una fattoria con tanto di piscina e charme offerto agli ospiti paganti che pernottano in quel territorio ricco di bellezze naturalistiche, visitatori desiderosi di vedere gli alberi secolari, i cinghiali e perché no, anche il Parco astronomico.

Naturalmente in paese lui non si vede quasi mai. Nulla di strano per un uomo gravato da tanti impegni e responsabilità nella gestione di strutture complesse. Eppure a Isnello tutti lo conoscono, forse anche perché ricopriva il ruolo di segretario comunale alla fine degli anni ’80. Il sindaco era lo stesso di oggi, Giuseppe Mogavero, colui che più si è speso per realizzare il Parco Astronomico, tanto da essere stato recentemente insignito del premio “Pigna d’argento”.

Va detto che se Gal Hassin è una realtà lo si deve anche a Gianfranco Miccichè, che non ha certo bisogno di presentazioni. E Miccichè è stato più volte ringraziato pubblicamente per essersi -anche lui- speso, quando nel 2009 era sottosegretario con delega al Cipe, nel sostenere il progetto del Parco Astronomico che ricevette un finanziamento da 7,5 milioni di euro. Un uomo di centro-destra che sostiene il progetto di uno dei pochi sindaci di sinistra in Italia che nei primi anni 2000, era stato persino eletto col simbolo di rifondazione comunista. Quando si lavora con passione per il territorio, si diceva, non ci sono steccati ideologici che tengano.

E giù applausi e ringraziamenti per Micciché.

Magari anche Francesco Licata di Baucina si sarà congratulato con l’ex viceministro dato che non è un mistero che fra due corre da tempo buon sangue, tanto che in un articolo de La Repubblica del 10 maggio 2006 si parla “dell’investitura di Francesco Licata di Baucina, manager vicino a Gianfranco Micciché, nominato direttore generale dell’azienda ospedaliera Civico.”

(http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2006/05/10/nomine-il-record-di-cuffaro.html)

Naturalmente questo non vuol dire nulla, come sempre. Il comune cittadino non che può sentirsi soddisfatto nel rilevare che certi incarichi vengono spesso affidati in un clima di rispetto e di fiducia che il tempo non riesce a scalfire. Cameriere: champagne! Continua a leggere

Il futuro di Gal Hassin

Il Parco Astronomico delle Madonie si appresta ad essere gestito da una Fondazione. Quali i risultati già ottenuti, i finanziamenti, le partnership, gli attori coinvolti, le prospettive, i costi di gestione, le opportunità per il territorio e gli imprenditori? Ne parliamo con il sindaco di Isnello Giuseppe Mogavero.

Il Parco astronomico delle Madonie sembra riscuotere un buon successo. Quante persone hanno già visitato il planetario a un mese esatto dalla sua apertura?

Noi registriamo ogni fine settimana l’ingresso di circa 500 visitatori paganti per la proiezione nel planetario e la visita del parco del tempo. Con 5 euro offriamo due ore di visita con guida. Manterremo sicuramente questo prezzo basso per le scuole però è indubbio che aumenteremo qualcosa a partire dai prossimi mesi per quanto riguarda i gruppi e gli utenti della divulgazione perché offriremo ancora più servizi che hanno un costo di personale, di formazione, di utilizzo di strutture. Abbiamo prenotazioni per tutto il mese di ottobre e le scuole e i gruppi cominceranno a prenotare da novembre in poi secondo le indicazioni che noi abbiamo dato.

Ci sono scuole che hanno già prenotato?

Sì, alcune hanno già prenotato ed altre propongono delle visite nei mesi primaverili o nella prima parte dell’estate del prossimo anno.

Il Parco del tempo e il Planetario sullo sfondo

Il Parco del tempo e il Planetario sullo sfondo

Per consentire l’avvio delle attività del Parco astronomico l’Inaf (Istituto Nazionale di Astrofisica) ha ricevuto un finanziamento di 500mila euro dal Miur, cioé dal Ministero per la Ricerca. E’ corretto?

Benissimo, noi abbiamo ricevuto 500 mila euro dal FOE (Fondo Operativo Enti di ricerca) nel 2015 ma l’altro finanziamento per il 2016 è stato già decretato, quindi fidiamo su una contribuzione di un milione di euro e penso che entreremo a regime stabilmente nei finanziamenti del Miur. Quindi 500mila euro l’anno. Tutto transitò come Inaf perché il Comune non è un ente di ricerca. Per ora il tutto è intestato al Comune di Isnello e non alla Fondazione che stiamo per definire e che dovrebbe arrivare in Consiglio comunale tra 10 o 15 giorni (ndr: l’intervista è del 13 ottobre) per l’atto costitutivo e l’approvazione dello statuto. La Fondazione sarà poi titolata per poter accedere direttamente ai finanziamenti tramite i progetti che presenterà sia sulla didattica che sulla ricerca. Tieni conto che l’Inaf, l’Agenzia Spaziale Italiana e i grossi enti di ricerca entreranno in Fondazione come fondatori aderenti, già lo hanno anticipato.

Questi fondi dovrebbero essere sufficienti?

No, però io ritengo che se questo dovesse essere il trend, ampliando anche l’offerta che verrà potenziata a partire dal prossimo gennaio, con l’utilizzo dei telescopi per le osservazioni notturne, l’arredo del museo con l’utilizzo delle tecniche espositive più evolute e tutto il resto, credo che alla fine avremo un bilancio di almeno 750mila euro annui, tra contributi del Miur e bigliettazione. I primi 500 mila euro noi li abbiamo spalmati su due anni perché non avevamo certezza del contributo di quest’anno. Ora che lo abbiamo avuto, possiamo programmare per tempi più lunghi. In più va tenuto conto che in Fondazione faranno il loro ingresso dei soci che metteranno o servizi quantificabili o contribuzioni per servizi che vengono dati o per esempio l’intera sostenibilità energetica del tutto, tramite l’ingresso di Enel in fondazione. Se tutto va bene, nell’arco di due o tre anni potremo essere completamente autonomi dal punto di vista della sostenibilità dell’intera operazione.

Una parte dello spazio museale che sarà allestito nei prossimi mesi

Una parte dello spazio museale che sarà allestito nei prossimi mesi

Quindi si prevede l’ingresso di Enel in fondazione?

Si, siamo in trattativa con Enel, nel senso che noi affideremmo ad Enel una superficie utile per un impianto di fotovoltaico o per sperimentare il termodinamico o altre forme che l’Enel riterrà e di contro Enel dovrebbe garantirci il sostentamento energetico. Ecco questa cosa mi sembra importante: in Fondazione possono entrare come fondatori aderenti o sostenitori anche imprenditori che intravedono all’interno della stessa un proprio interesse o che vogliono sponsorizzare l’attività perché funzionale allo sviluppo complessivo del territorio. Al momento ogni settimana vengono in media due imprenditori da fuori. Continua a leggere