Processare Salvini per la nave Gregoretti è una minchiata

L’autogol è fatto. I grandi strateghi della maggioranza forse non si rendono conto che comunque vada a finire sarà una catastrofe. Per più motivi.

Il primo e il più ovvio è che gli avversari politici si combattono politicamente soprattutto su questioni che attengono il “palcoscenico” o se preferite il “ring” della politica. A meno che sia Tangentopoli che i decennali processi su Berlusconi non abbiano insegnato nulla.

Il secondo motivo è che se l’attuale leader della Lega dovesse essere assolto ne uscirebbe rafforzato e ci toccherà aspettarci politiche ancora più repressive nei confronti dei migranti. Se al contrario dovesse essere condannato quello che si rischia è di trasformarlo in “martire” e scatenare dal basso una violenza finora solo accennata nei confronti di tutti quelli che sono ritratti come nemici degli interessi del popolo italiano, della patria e dei suoi valori.

Matteo Salvini e Giulia Bongiorno
Photo Roberto Monaldo / LaPresse

Il terzo e meno ovvio motivo è che nei confronti dei migranti, negli ultimi decenni, diciamo dalla legge Turco-Napolitano in poi, con governi tanto di centrodestra che di centrosinistra, sono stati commessi abusi di ogni tipo, dentro e fuori i centri di accoglienza, di permanenza o di respingimento. Violenze che quasi sempre hanno visto solo pochi soggetti denunciare e protestare e per questo sono stati trattati da anarchici, autonomi, criminali solo per aver cercato di aiutare degli esseri umani in difficoltà. Non sono bastate le inchieste giornalistiche (Fabrizio Gatti ne sa qualcosa) per cambiare questo quadro, né tantomeno sono state messe in atto delle misure per limitare gli abusi che nella catena di comando, dall’ufficiale con le stellette all’ultimo addetto mensa sono state perpetrate. Quasi sempre per ragioni di sicurezza i luoghi di permanenza dei migranti “in mano” allo Stato sono stati off limits. Occhio non vede, cuore non duole. Eppure nessun ministro o generale o faccendiere delle prefetture è mai stato condannato per questo. Per essersi arricchito magari sì, per avere sottratto dei fondi, magari per averli passati alla ndrangheta ma mai ad esempio per aver spinto degli esseri umani al suicidio o ad atti di autolesionismo.

Adesso invece qualcosa sembra essere cambiato. Il cavallo di battaglia di Salvini è l’immigrazione? Qualche intelligentone avrà pensato di azzoppargli il cavallo senza pensare che proprio in questo modo non fa altro che regalargli un intero battaglione di cavalleria.

Gianpiero Caldarella

Abboccamenti ammericani

Madonna è restata a bocca asciutta.madonna

I sondaggisti sono con l’acqua alla gola e invidiano i metereologi.

Renzi alla Casa Bianca già brindava: “Stay sereno Obama, Hillary vincerà”.

Putin sta ancora cercando un regalo giusto. Lettone o ucraina?

Hollande ha finito lo champagne, ma aspetta una vagonata di tappi.

Merkel per amor di patria gli offrirebbe una bionda, ma è sgasata e senza (s)malto.

Salvini sbava come un panda ogm.

Hillary fa i gargarismi mentre Bill per consolarla gli racconta la storia di un certo Rutelli.

Trump raggiunge la terra promessa, ma non ha separato le acque come Mosè. Gli è bastato surfare sulle acque nere. Di merda ne avevano lasciata tanta.

Gianpiero Caldarella

Padani discriminati: “Per il Regno Unito contiamo meno dei siciliani e dei napoletani”

Salvini sarebbe andato su tutte le furie. Secondo voci di corridoio, il leader della Lega, uno dei più accesi sostenitori della Brexit in Italia, questo “colpo basso” non se lo aspettava.

Il quel questionario che alcune scuole avrebbero inviate alle famiglie dei nuovi alunni per stabilire la provenienza etnica dei figli di immigrati, lui avrebbe preferito che ci fossero stati solo due caselle per i figli del Belpaese: gli italiani-italiani e gli italiani-padani.

E invece no. I compassati inglesi hanno preferito escludere i padani e citare solo il tipo italiano-italiano, quello italiano-napoletano e infine quello italiano-siciliano. A quel punto, il leader maximo della Lega sarebbe esploso: “Neanche quarti? Ma per chi ci hanno preso? Come si permettono a discriminare Noi! Noi che abbiamo dato i natali a Cesare Lombroso. Comincio a pensare che questi britannici si meritavano veramente l’Europa.”

Gianpiero Caldarella

“Nuovi Cooperanti padani”. Salvini il Tagiko

tagikistan def

Altro che radici padane. La Lega Nord non disdegna le relazioni internazionali, basta spulciare sul sito del Parlamento europeo per vedere quali e quanti incarichi hanno i suoi deputati a Bruxelles. E poi nella storia recente di blasonati esponenti di quel partito non mancano le relazioni traffichine in Albania, in Tanzania… Tutto fa brodo nelle casse padane, purché viaggi in un aereo di prima classe.

La domanda sorge spontanea: MA IN PADANIA LO SANNO?

Marco Pinna e Gianpiero Caldarella

“Nuovi Cooperanti padani”. Salvini il Kazaro

kazakistan defAltro che radici padane. La Lega Nord non disdegna le relazioni internazionali, basta spulciare sul sito del Parlamento europeo per vedere quali e quanti incarichi hanno i suoi deputati a Bruxelles. E poi nella storia recente di blasonati esponenti di quel partito non mancano le relazioni traffichine in Albania, in Tanzania… Tutto fa brodo nelle casse padane, purché viaggi in un aereo di prima classe.

La domanda sorge spontanea: MA IN PADANIA LO SANNO?

Marco Pinna e Gianpiero Caldarella

“Nuovi Cooperanti padani”. Salvini il Mongolo

moncolia def

Altro che radici padane. La Lega Nord non disdegna le relazioni internazionali, basta spulciare sul sito del Parlamento europeo per vedere quali e quanti incarichi hanno i suoi deputati a Bruxelles. E poi nella storia recente di blasonati esponenti di quel partito non mancano le relazioni traffichine in Albania, in Tanzania… Tutto fa brodo nelle casse padane, purché viaggi in un aereo di prima classe.

La domanda sorge spontanea: MA IN PADANIA LO SANNO?

Marco Pinna e Gianpiero Caldarella

“Nuovi Cooperanti padani”. Salvini l’Uzbeko (TUTTO VERO!!!)

uzbekistan def

Altro che radici padane. La Lega Nord non disdegna le relazioni internazionali, basta spulciare sul sito del Parlamento europeo per vedere quali e quanti incarichi hanno i suoi deputati a Bruxelles. E poi nella storia recente di blasonati esponenti di quel partito non mancano le relazioni traffichine in Albania, in Tanzania… Tutto fa brodo nelle casse padane, purché viaggi in un aereo di prima classe.

La domanda sorge spontanea: MA IN PADANIA LO SANNO?

Marco Pinna e Gianpiero Caldarella