Migrazioni: quando il teatro abbatte le frontiere mentali

Il 10 febbraio sono stato a Liegi, a un’ora di treno da Bruxelles, per vedere lo spettacolo teatrale “Ceux que j’ai rencontrés ne m’ont peut-être pas vu” (trad: “Quelli che ho incontrato forse non mi hanno visto”), prodotto dalla compagnia Nimis Group e rappresentato all’interno del Festival internazionale delle arti di scena di Liegi. Sarò sintetico e arrivo subito alle conclusioni: raramente mi è capitato di assistere ad uno spettacolo tanto intenso, molto ben costruito dal punto di vista artistico e soprattutto tanto carico di senso“politico”, nell’accezione più nobile del termine, dove il valore della denuncia va di pari pari passo con quello della sensibilizzazione del pubblico.

Uno dei momenti dello spettacolo

In scena ci sono 14 attori, di cui sette professionisti e sette richiedenti asilo. Per arrivare a questa tappa dello spettacolo ci sono voluti quasi tre anni di lavoro, di racconti, di scambi di esperienze, di raccolta di informazioni, di viaggi, Continua a leggere

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