Pest-sellers: il libro di Riina, il programma tv di Sollecito…

Il figlio di Totò Riina, Salvo, scrive un libro sulla sua famiglia “Riina family life” (Edizioni Anordest). Raffaele Sollecito sbarca in tv come opinionista del sabato sera sui temi della giustizia con un ingaggio del TgCom24 per il programma “Il giallo della settimana”. Totò Cuffaro coi suoi libri somiglia sempre più al Sartre de noantri, da vasa-vasa a firma-firma. E potremmo continuare.

libro_riinaSi comincia ad avvertire la mancanza di un premio dedicato a questo nuovo genere letterario. Altro che lo Strega. Tutti i mitomani che fanno follie per avere un quarto d’ora di successo farebbero carte false pur di ottenere il premio “Ora d’aria”, dal valore altamente pedagogico. Agli altri, ai comuni mortali, che pare siano rimasti in pochi, si consiglia una lunga apnea. Turarsi il naso non basta più.

Gianpiero Caldarella

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Tempa Rossa e la Primula Rossa. Affinità e divergenze fra Matteo Renzi e Matteo Messina Denaro.

“Quello di Tempa Rossa è un provvedimento giusto, vorrei che fosse chiaro agli italiani, perché porta posti di lavoro al sud”. Lo dice Matteo Renzi. Ragionamento semplice, liscio liscio, avrebbe potuto farlo anche Matteo Messina Denaro. In fondo anche lui da decenni porta posti di lavoro al sud. Ma a che prezzo? Priolo, Gela o Taranto meritavano questo modello di sviluppo? I disastri ambientali sono inevitabili come i disastri nella gestione dei beni confiscati?

Matteo-Messina-DenaroPerché, con tutta l’esperienza dei decenni passati, si insiste col martoriare il sud? Al ganzo Matteo non gli garberebbe una bella raffineria di petrolio vicino Firenze? Se il sud va sempre più a fondo è anche perché le aziende confiscate alla mafia non si bonificano, si lasciano marcire. Esattamente come i territori impestati da questi modelli di sviluppo cancerogeni.

Gianpiero Caldarella

ZTL a Palermo? Tranquilli, tutto pass

Quanti di voi conservano ancora il pass della ZTL istituita nel 2008 dall’allora sindaco Diego Cammarata? Io sì e la conservo gelosamente e altrettanto vi consiglio di fare. Sembra infatti che sul mercato nero i collezionisti di “patacche amministrative” se li contendano a suon di piccioloni. Infatti sono più ricercati dei Granchi Rosanero. Eppure qualcosa potrebbe rovinare il mercato, cioè l’immissione sulla piazza di altre decina di migliaia di pass patacca. Se a istituire la prima ZTL (durata poco più di un acquazzone estivo) in quel modo ci voleva un genio, a proporre la seconda -in questo modo- ci poteva riuscire solo un super genio, Leoluca Orlando, un sindaco che “la ZTL la sa fare”. Chissà dove avrà preso l’ispirazione, che nel 2008 a Milano c’era la Moratti e il clima era un po’ diverso, come racconto in questo pezzo andato in onda allora su Radio24 e poi pubblicato nel libro “Sdisonorata Società” (Navarra Editore, 2010):

“Cara signora Moratti, le rivolgo un appello a nome di tutti i palermitani: la prossima volta che a Milano decide di fare qualcosa per salvaguardare la salute dei suoi concittadini, per cortesia, cerchi di non farlo sapere in giro.

Mi riferisco al provvedimento sulle ZTL, le zone a traffico limitato, che visto da Palermo sembrava un’idea bellissima: meno smog e più piccioli per le casse comunali! Il sindaco Cammarata pare che si è pigliato d’invidia. E che siamo più fessi dei milanesi noi? E così 300.000 palermitani, compreso il minchione che sta parlando, hanno fatto il pass, che per averlo non è bastata una giornata in coda agli sportelli.

Una vignetta-recensione inedita di Ellekappa sul libro. Non l'ho mai fatta girare (che minchione) ma conservo gelosamente l'originale

Una vignetta-recensione inedita di Ellekappa sul libro. Non l’ho mai fatta girare (che minchione) ma conservo gelosamente l’originale

Purtroppamente per lui, però, questi pass che dovevano durare un anno sono serviti solo per due settimane dato che il Tar, dopo una valanga di ricorsi, ha sentenziato che il provvedimento era illegittimo e le zone a traffico limitato non potevano essere istituite perché Palermo non ha un piano per la mobilità urbana che preveda anche parcheggi e altre cose ancora. E ora? Continua a leggere

PD, Pozzi Democratici e scarti della politica

Un altro ministro se ne va ma il governo non ha ancora toccato il fondo. Dal fondo del pozzo, che magari sarà pure un Pozzo Democratico, esce fuori una gran puzza. Da tempo il partito più trendy d’Italia ha iniziato a scavare e di tanto in tanto l’opinione pubblica riesce a intravedere qualche lobby, effetto collaterale di una trivellazione mal riuscita, di una procura troppo solerte, di un giornalista non ancora imbavagliato.

La base del partito sembra essere sempre più ridotta, come se si vergognasse a manifestarsi, il che ricorda i tempi d’oro del Berlusca, quando in tanti lo votavano ma in pochi avevano il coraggio di ammetterlo. E allora, per capire qualcosa di questa politica, non bisogna guardare l’orizzonte ma occorre scrutare gli abissi, il fondo di questa democrazia formale e pararappresentativa.

trivelle-675Tutti noi dovremmo sapere che non è possibile estrarre petrolio senza generare scarti di lavorazione che poi, specie se non trattati, vanno ad inquinare l’ambiente. Allo stesso modo, avremmo dovuto imparare da tempo che in Italia non è possibile amministrare la cosa pubblica senza generare tanti di quegli scarti della politica che alla fine bonificare l’ambiente da mazzette, corruzione, mafie e familismo sarà un’impresa impossibile o quantomeno disperata.

E allora, cari partiti di governo presenti e passati, visto che si avvicina il referendum e avete tanta voglia di trivellare, cominciate col trivellarvi la coscienza, piuttosto che rompere la palle parlando di coscienza e di libertà ogni volta che volete limitare le libertà dei singoli e delle minoranze. Altro che rispolverare la questione morale, sarebbe quello il vero giacimento da scoprire in Italia.

Saremmo tutti quanti un po’ più ricchi, e non solo economicamente.

Altro che petrolio!

Gianpiero Caldarella