La lunga linea

Leggerezza. Una parola che si ripete mentre sui binari, lisci e sporchi come sempre, si muove la verde carrozza che mi ha inghiottito. Gli esami, forse gli ultimi per la mia capacità di conciliare ricordi e speranze, si allontanano.

Città vissute e attraversate come dal vento, come se l’uscita, troppo vicina, imponesse una calma non naturale. Nuove città offriranno nuovi passi, lenti, lontani dai monumenti e dalle culture che si impongono. Determinare un percorso, scegliere di fermarsi o di procedere forse dipende solo dagli sguardi, da incroci dove niente è chiaro.

Se è rosso mi muovo, all’ultimo istante mi fermo e mi volto per rigirarmi e correre inseguendo un biglietto scritto qualche ora prima. È già in fuga quel pezzo di carta e come me non rispetta i semafori. Non è un trasgressore o un ribelle, forse solo un ignorante.

Tunisia 2012. Viaggio intreno con ragazzi attaccati al vagone. I piedi sporgono dal finestrino.

Tunisia 2012. Viaggio intreno con ragazzi attaccati al vagone. I piedi sporgono dal finestrino.

Fu così che monsieur Sodinonsapere e madame Curiosità un giorno finirono per sposarsi, ma la coscienza dell’immensità si trasformò in senso di impossibilità che seminò zizzania e il 29° giorno il divorzio fu celebrato. Ognuno per la sua strada ma i passi della Curiosità erano più lunghi.

Quando ebbe completato il giro del mondo, madame Curiosità si fermò a guardare l’impronta di una mano, profonda, su un muro. Si leggeva la stanchezza su quell’impronta, ma anche una certa familiarità. Riconobbe la mano del suo vecchio compagno e cominciò a chiedersi dove fosse finito, che aspetto avesse. Di certo lo aveva superato, ma pensò che se avesse fatto un’altra volta il giro del mondo lo avrebbe rincontrato. Allora affrettò il passo, rifece il giro, ma lui non c’era. Solo un’altra impronta, un po’ più profonda e poco distante dalla prima. Rifece il giro per una terza volta, una quarta e infine una quinta. Niente di fatto.

Si convinse che era inutile, che non l’avrebbe più trovato. Si fermò, sedendosi su una roccia, quando si sentì sfiorare da una mano. Era lui che l’aveva trovata. Monsieur Sodinosapere si era finalmente sbarazzato dell’immensità, sapeva racchiudere il mondo in una mano e, aprendola, prendere la curiosità per mano e mostrarle la lunga linea che aveva tracciato attorno alle sue cinque dita.

Gianpiero Caldarella

08/10/2002 h.20 Treno Roma-Modena

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ZTL a Palermo? Tranquilli, tutto pass

Quanti di voi conservano ancora il pass della ZTL istituita nel 2008 dall’allora sindaco Diego Cammarata? Io sì e la conservo gelosamente e altrettanto vi consiglio di fare. Sembra infatti che sul mercato nero i collezionisti di “patacche amministrative” se li contendano a suon di piccioloni. Infatti sono più ricercati dei Granchi Rosanero. Eppure qualcosa potrebbe rovinare il mercato, cioè l’immissione sulla piazza di altre decina di migliaia di pass patacca. Se a istituire la prima ZTL (durata poco più di un acquazzone estivo) in quel modo ci voleva un genio, a proporre la seconda -in questo modo- ci poteva riuscire solo un super genio, Leoluca Orlando, un sindaco che “la ZTL la sa fare”. Chissà dove avrà preso l’ispirazione, che nel 2008 a Milano c’era la Moratti e il clima era un po’ diverso, come racconto in questo pezzo andato in onda allora su Radio24 e poi pubblicato nel libro “Sdisonorata Società” (Navarra Editore, 2010):

“Cara signora Moratti, le rivolgo un appello a nome di tutti i palermitani: la prossima volta che a Milano decide di fare qualcosa per salvaguardare la salute dei suoi concittadini, per cortesia, cerchi di non farlo sapere in giro.

Mi riferisco al provvedimento sulle ZTL, le zone a traffico limitato, che visto da Palermo sembrava un’idea bellissima: meno smog e più piccioli per le casse comunali! Il sindaco Cammarata pare che si è pigliato d’invidia. E che siamo più fessi dei milanesi noi? E così 300.000 palermitani, compreso il minchione che sta parlando, hanno fatto il pass, che per averlo non è bastata una giornata in coda agli sportelli.

Una vignetta-recensione inedita di Ellekappa sul libro. Non l'ho mai fatta girare (che minchione) ma conservo gelosamente l'originale

Una vignetta-recensione inedita di Ellekappa sul libro. Non l’ho mai fatta girare (che minchione) ma conservo gelosamente l’originale

Purtroppamente per lui, però, questi pass che dovevano durare un anno sono serviti solo per due settimane dato che il Tar, dopo una valanga di ricorsi, ha sentenziato che il provvedimento era illegittimo e le zone a traffico limitato non potevano essere istituite perché Palermo non ha un piano per la mobilità urbana che preveda anche parcheggi e altre cose ancora. E ora? Continua a leggere

La bacchettata magica: altissima velocità sulla Palermo-Catania.

Crolla un ponte sull’autostrada Palermo-Catania e d’un tratto, come per miracolo, i siciliani scoprono che a partire dai primi di maggio in treno ci vorranno “solo” tre ore scarse per percorrere una tratta che, fino a questo momento, si percorre in una media di cinque ore. E tutti lì a lamentarsi che comunque, per fare più del triplo dei chilometri, da Roma a Milano, ci si impiega lo stesso tempo e forse anche meno. Verissimo, ma la domanda che bisognerebbe porsi è come mai queste “magie” non siano state fatte prima. Forse perché erano le compagnie private dei bus a doverci guadagnare, col tacito accordo di tutti, anche dei governi che fino a questo momento le hanno foraggiate. Disastro svela magagna.

Orlando, Crocetta e Bianco

Viene da pensare che, seguendo la stessa logica, se per un motivo o per un altro l’aeroporto di Lampedusa dovesse andare ko per un certo momento (per esempio a causa di un drone impazzito), allora il collegamento via mare col traghetto diventerebbe più veloce e più regolare. Magari arriverebbe tutti i giorni e impiegherebbe solo quattro o cinque ore anziché nove o dieci. Per il momento godiamoci ancora l’insostenibile lentezza dell’essere. Sì, di quell’essere miracoloso che è la Regione Sicilia. Avanti tutta, ma con moooooolta calma.

Gianpiero Caldarella